ZUCCHERO DI COCCO

Lo zucchero di cocco è un dolcificante naturale sicuramente molto noto per chi è attento alla salute e più in generale a ridurre l’apporto di zuccheri nella propria alimentazione, ottima alternativa naturale allo zucchero tradizionale.
Lo zucchero tradizionale, quello che soltanto fino a qualche anno fa davvero non poteva mancare dalle nostre tavole, sta vivendo un periodo di minimo storico di popolarità: a lui sono imputate diverse patologie come obesità, iperglicemia e il diabete.
Non è dunque un mistero che gli zuccheri alternativi, tra i quali spicca il protagonista di oggi, lo zucchero di cocco, stiano guadagnando in popolarità. Ma cosa c’è di interessante riguardo questo particolarissimo zucchero? È o non è qualcosa da aggiungere alle nostre abitudini alimentari?
Lo zucchero di cocco non viene ricavato dal frutto ma dal nettare della palma da cocco. Il fluido che si ottiene è molto zuccherino e non è da confondersi però con lo zucchero di palma, altra alternativa naturale per la dolcificazione che è però molto meno popolare, almeno in Italia.
Lo zucchero di cocco viene prodotto secondo una procedura ancora relativamente arcaica, che prevede:
•l’incisione del fiore della palma da cocco, per poi raccoglierne il nettare;
•l’essiccazione del nettare a temperature relativamente alte, fino a quando il residuo di acqua non sarà quasi completamente evaporato.
Quello che si ottiene è uno zucchero in cristalli che ha un colore dorato ed un sapore che ricorda molto da vicino quello dello zucchero di canna grezzo. A seconda del tipo di palma da cocco utilizzata (ne esistono tantissime varietà) e a seconda della stagione in cui viene raccolto, lo zucchero di cocco può variare decisamente nel sapore.
Il procedimento, come abbiamo avuto modo di capire, è estremamente naturale e non prevede il ricorso a sostanze chimiche che permettano di estrarlo e che quindi, almeno a grandi linee, potrebbe sembrare più salutare dello zucchero bianco al quale siamo abituati.
Al contrario dello zucchero tradizionale e dello sciroppo di agave, all’interno dello zucchero di cocco possiamo trovare diversi nutrienti, anche se comunque in quantità minime e tali da non giustificare un passaggio radicale a questo tipo di prodotto.
La composizione di questo dolcificante è stata analizzata nel dettaglio e sono emersi dati davvero interessanti per una sostanza naturale che viene utilizzata con cadenza quasi giornaliera:
•contiene vitamine del gruppo B, tra cui spiccano la vitamina B1, B3 e B6;
•contiene vitamina C;
•non viene lavorato, filtrato o sbiancato con agenti chimici;
•non contiene alcun tipo di conservante;
Il discorso sui nutrienti però, ed è il caso di ricordarlo, lascia un po’ il tempo che trova, dato che si tratta comunque di nutrienti che si trovano in quantità minime all’interno
dello zucchero di cocco e che possono essere più efficacemente assimilati da altri tipi di alimenti.
Chi vuole introdurre zuccheri alternativi nella propria dieta dovrà sicuramente volgere la propria attenzione verso altro: non stiamo parlando, infatti, di un dolcificante a zero calorie, ma di un alimento che ha un profilo calorico in tutto e per tutto comparabile al normale zucchero da cucina. Discorso diverso per un altro dolcificante naturale, la stevia, che non apporta calorie ed ha un potere dolcificante praticamente sovrapponibile allo zucchero.
Lo zucchero di cocco è tuttavia è molto interessante perché contiene al suo interno una fibra particolare, l’inulina, che rende più lento il processo di assimilazione degli zuccheri in esso contenuti. Si tratta di un prodotto che ha un indice glicemico più basso dello zucchero normale e questo è di particolare interesse per chi è a dieta, dato che il rilascio più lento permette di controllare meglio la fame sul medio e lungo periodo della giornata.
Il profilo zuccherino dello zucchero di cocco infatti vede gli zuccheri divisi a metà tra glucosio e fruttosio. Quest’ultimo, dopo che per decenni era stato ritenuto superiore qualitativamente al glucosio, ha invece mostrato dei grossi punti deboli e dei pericoli potenziali importanti per la nostra salute.
Per questo motivo, al netto degli agenti sbiancanti, non abbiamo davvero motivo per ritenere lo zucchero di cocco superiore qualitativamente (e a livello di salute) rispetto al comune zucchero bianco da cucina. Quello che raccontano gli uffici del marketing, che hanno ovviamente interessi economici nel difendere lo zucchero di cocco, lascia il tempo che trova rispetto alle verità scientifiche di cui dobbiamo armarci per analizzare non solo lo zucchero di cocco, ma più in generale tutti gli alimenti che stiamo per portare in tavola.

BISCOTTINI AL COCCO

  • 300 gr di farina senza glutine Schar
  • 150 gr di farina di cocco
  • 80 gr di zucchero di cocco
  • 100 gr di olio di semi di mais
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 200 gr di latte di mandorla

Preparazione:

Mescolare la farina senza glutine con la farina di cocco e lo zucchero di cocco.

Unire l’uovo + il tuorlo e l’olio di semi.

Iniziate a mescolare tutto con le fruste elettriche poi aggiungete un po’ alla volta il latte di mandorla.

L’impasto dovrà rimanere molle e abbastanza fluido, simile alla consistenza dell’impasto del ciambellone.

Trasferite l’impasto all’interno della sac a posh e con una punta a corona formate i biscottini sopra una teglia ricoperta da carta da forno.

Infornate a 180° per 10/15 minuti in forno ventilato.

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