Marche da scoprire: mare e montagne

Amanti del mare o della montagna questo post fa per voi!!

Sapevate che nelle Marche si possono fare entrambe le destinazioni a seconda delle proprie esigenze?!

Le Marche infatti essendo affacciate sul mar adriatico godono di un lungo litorale con insenature davvero bellissime e perfette per fare turismo di mare

Quali sono le località di mare che non potete proprio perdervi se venite nelle Marche?

Sirolo conosciuta anche come la perla delle Marche, si trova nel bel mezzo del parco regionale del Conero in provincia di Ancona. Il suo nome deriva dal condottiero Sirio  al seguito del generale Belisario, a cui donò il territorio di Sirolo dopo la sconfitta dei Goti che aveva invaso il Piceno.  Mare sorprendente e pesce freschissimo, una tappa in questa piccola località è d’obbligo.

Cosa mangiare: pesce fresco dell’adriatico, sogliole, muggine, cefali, canocchie.

Vini da degustare: Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica, Passerina, Pecorino, Falerio.

Numana poco distante da Sirolo, si trova Numana famosa per la Spiaggia delle 2 sorelle. Due faraglioni gemelli che emergono dall’acqua trasparente, una spiaggia bianca raggiungibile solo via mare. La spiaggia delle due sorelle si trova all’interno dell’area protetta della Riviera del Conero. Nel 1962, un mercantile da carico battente bandiera libanese chiamato il Potho, naufragò proprio al largo di questa spiaggia, e oggi una parte dei suoi resti sono ancora ben visibili a circa dieci metri di profondità;tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno, sempre al largo della spiaggia delle Due Sorelle, è possibile assistere al magico spettacolo della riproduzione dei polpi. Per raggiungere la baia contattare i Traghettatori del Conero

  • Cosa mangiare: Moscioli di portonovo, stoccafisso all’anconetana, ciambelle al mosto.
  • Vini da degustare: Verdicchio dei Castelli di Jesi, Conero riserva, Verdicchio di Matelica.

Fiorenzuola di focara: Inizialmente noto solo come Fiorenzuola (da castrum florentis),prese la il nome di Focara nel 1889 per i fuochi accesi a mo di faro segnalatore per i navigatori. Insieme a Casteldimezzo, Gradara e Granarola è uno dei quattro castelli edificati per fini strategici e difensivi intorno al XIII secolo. Oltre ai resti dell

a cinta muraria che circondava il borgo, oggi restaurati insieme ai torrioni laterali, si ritrovano mura e portoni medievali e il campanile della chiesa di Sant’Andrea.Una delle porte del borgo riporta un’insegna molto particolare che ricorda i versi che Dante dedica a Fiorenzuola nel canto XXVIII del suo Inferno.

  • Cosa mangiare: piadina con sardonici scottadito e squacquerone, Grigliata di pesce dell’adriatico, passatelli con le canocchie.
  • Vini da degustare: Bianchello del Metauro, Albanella, Sangiovese.

Grottammare gioiello della provincia di Ascoli Piceno affacciato sul Mar Adriatico, è uno splendido borgo dove si intrecciano mare, buon cibo, arte, storia e cultura. L’antico centro marchigiano ha origini che affondano in epoche preistoriche e nel corso dei secoli la sua storia si è intrecciata a quella di grandi e celebri personaggi come Papa Sisto V, Vittorio Emanuele II, Franz Liszt e lo scultore e pittore Pericle Fazzini. La spiaggia è caratterizzata 

da fondali bassi e sicuri e per questo è molto amata dalle famiglie con bambini. Non a caso il centro marchigiano è stato insignito, oltre che con la Bandiera Blu della FEE, con la Bandiera Verde concessa alle spiagge a misura di bambino.

  • Cosa mangiare:pescato del giorno, coniglio in porchetta.
  • Vini da degustare: Verdicchio di Matelica, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Passerina, Pecorino.

Mezzavalle è la spiaggia adatta a chi ama la natura incontaminata, all’estremo nord della Baia di Portonovo, accessibile dal mare o da due sentieri che partono dalla strada provinciale del Conero.il litorale è più sabbioso che nel resto della baia, la balneazione è libera ma vi sono comunque servizi igienici, docce e ristoranti.

  • Cosa mangiare: moscioli, pesce dell’adriatico
  • Vini da degustare: Verdicchio dei castelli di Jesi, Pecorino, Passerina.

Se invece siete più amanti della “montagna” le Marche offrono anche la possibilità di fare percorsi lungo i Monti Sibillini.

Io che non sono un esperta di trekking e arrampicate vi suggerisco quali sono i luoghi che dovete assolutamente vedere:

LAME ROSSE Le Lame Rosse sono situate sopra il Lago di Fiastra, nella frazione di San Lorenzo al Lago, Comune di Fiastra, in provincia di Macerata, tra il monte Fiegni (1323 m. slm) e il monte Petrella (1155 m. slm.). Sotto di esse scorre il fiume Fiastrone che ha origine dall’omonimo lago. I percorsi possibili per arrivare alle Lame Rosse sono svariati ma il più comune è quello che parte dal lago di Fiastra, giungendo a destinazione lungo un percorso semplice e breve. Il paesaggio è incredibile e varia tra lunghi tratti di rigogliosa vegetazione, brevi scorci sul lago fino ad un paesaggio quasi marziano a causa del tipico colore rosso delle Lame. Per l’abbondanza di acqua, la flora e la fauna sono molto ricche.

LAGHI DI PILATO È l’unico lago naturale delle Marche e uno dei pochissimi laghi glaciali di tipo alpino presenti sull’Appennino. Si è formato a causa dello sbarramento creato dai resti di una morena creatasi in epoca glaciale.Il lago ospita un particolare endemismo, il Chirocefalo del Marchesoni: è un piccolo crostaceo di colore rosso che misura 9-12  millimetri e nuota col ventre rivolto verso l’alto. La zona presenta anche un insetto molto piccolo detto ditiscide, coleottero acquatico nero di origine boreo-alpina. Nella tradizione popolare il lago è stato ed è considerato un luogo magico e misterioso. Prende infatti il suo nome da una leggenda secondo la quale nelle sue acque sarebbe finito il corpo di Ponzio Pilato condannato a morte da Tiberio.Foce di Montemonaco (AP)

CASCATELLE DI CAGLI L’ubicazione attuale della città è su un altopiano stretto dai fiumi Bosso e Burano confluenti al Metauro. Il comune risulta delimitato verso sud dai monti Catria, Petrano e Nerone e più a nord dal monte Paganuccio che, con il Pietralata, forma le scoscese pareti di calcare massiccio del Passo del Furlo. Alle cascatelle ci si arriva mettendo sul gps la località “le caldare”.Un percorso semplice in un luogo fresco e incontaminato.Luogo adatto anche anche per chi è accompagnato di propri animali, perfetto per rigenerarsi lontano dal caos cittadino. 

  • Cosa mangiare: Tartufo bianco pregiato nel periodo da settembre a dicembre, alle varie tipologie di tartufo nero.
  • Vini da degustare: Bianchello del Metauro,  Pergola aleatico.
  • Birre artigianali: Birrificio del caria, collesi.

MONTE VETTORE Il Monte Vettore  è il rilievo montuoso più alto dei Sibillini, con i suoi 2.476 metri di altitudine. Durante il Pleistocene superiore (da 125.000 a 10.000 anni fa) il ghiacciaio ha trascinato in avanti detriti morenici che hanno generato uno sbarramento naturale creando un circo glaciale che oggi ospita il Lago di Pilato.Dalla vetta del monte si può ammirare in giornate limpide il Gran Sasso a sud-est e il Terminillo a sud-ovest, il litorale marchigiano e l’Adriatico ad est.Il Monte Vettore presenta una fascia trasversale di ghiaia che è detta la strada delle fate. La leggenda popolare narra che una volta, le fate, si siano fermate più a lungo a danzare con i giovani di Pretare e che per non essere sorprese all’alba, fuggirono con tanta precipitazione da lasciare le loro impronte sulla montagna, creando così la loro strada.

  • Cosa mangiare: panino con ciauscolo, vincisgrassi, coniglio in potacchio, formaggi locali.
  • Vini da degustare: Rosso Conero, Lacrima di Morro d’alba, Vernaccia di Serrapetrona.

MARMITTE DEI GIGANTI o meglio chiamato il “Canyon delle Marche” si trova a pochi minuti di auto dall’imponente gola del furlo il suo nome deriva dalla forma suggestiva del paesaggio. Le cavità cilindriche che si possono ammirare venne associata alla forma che ricorda quella di grossi pentoloni, dove, secondo la leggenda, i giganti cucinavano zuppe.al punto di vista geologico, queste cavità cilindriche possono avere diametro e profondità variabili fino ad alcuni metri e si formano per via dell’erosione fluviale. Il fiume, infatti, laddove attraversa uno stretto canyon può generare flussi idrici veloci e turbolenti.L’attività più praticata è la canoa sia di giorno che di notte, in questo modo potrete così immergervi completamente nella bellezza e unicità del paesaggio.